Prole e matrimonio

La tematica, anche canonisticamente così importante relativa alla prole nel matrimonio canonico, è stata affrontata in questi studi con l’occhio costantemente rivolto alla giurisprudenza rotale romana. Un simile taglio ha consentito alla riflessione dottrinale di farsi contributo non teorico, ma concreto, e quindi vivo e vitale, mettendo in luce, ed insieme tentando di stimolarlo, il travaglio, così ricco di frutti, che la giurisprudenza del Tribunale della Rota Romana sta compiendo, anche in questa materia, sia al fine di focalizzare le questioni nuove che la vita continuamente propone – basti pensare a quelle relative alla paternità responsabile, alla fecondità assistita e all’AIDS – sia allo scopo di coagulare attorno alla propria interpretazione sulle tematiche vecchie e nuove le tante giurisprudenze esistenti nella Chiesa, senza pregiudizio di ogni legittima diversità e con beneficio invece per tutto il Popolo di Dio. La problematica, introdotta da uno studio sulla evoluzione della prole come finalità del matrimonio nelle due codificazioni latine del XX secolo (Mons. Stankewicz) si snoda attraverso un lavoro relativo alla prole e allo stato di vita matrimoniale (Prof. Franceschi) e a saggi che si sono proposti lo studio della esclusione della prole (Prof. Moneta), anche con particolare riferimento alla giurisprudenza rotale (Mons. Bianchi), alla sua educazione (Prof. Picozza) e nei matrimoni con battezzati fuori della Chiesa cattolica o non battezzati (Prof. Montan) ed ancora al rapporto con la sterilità (Mons. Sciacca), con la procreazione responsabile (Mons. Serrano), con la fecondazione assistita (Prof. Dalla Torre), con l’AIDS (Dott. Boni).